Scheda Tecnica: 2 – La Papessa (Marsiglia)

La Papessa nei Tarocchi di Marsiglia è una figura seduta tra due colonne, vestita con un ampio manto e un copricapo papale a tre livelli. Tene un libro semiaperto sulle ginocchia e lo sguardo rivolto verso il basso, come assorta nella lettura o in contemplazione interiore. La carta è dominata da toni di blu e rosso, colori legati alla conoscenza spirituale e alla passione controllata.

Simbologia

– Il libro aperto: simbolo della conoscenza esoterica e sacra, accessibile solo a chi è pronto.
– Il velo dietro la Papessa: rappresenta il mistero, il non visibile, e separa il mondo manifesto da quello invisibile.
– Il copricapo: indica un’autorità spirituale, una saggezza che va oltre il dogma.
– L’abito: il blu e il rosso rappresentano la conoscenza divina e l’azione equilibrata.

Archetipi

La Papessa incarna l’archetipo della Sacerdotessa, custode dei misteri occulti e della conoscenza interiore. Rappresenta la passività feconda, il principio femminile ricettivo, l’intuizione profonda e il potere del silenzio e dell’attesa. È la conoscenza che si ottiene non attraverso l’azione, ma attraverso la contemplazione. Rappresenta anche la memoria ancestrale, l’inconscio collettivo, il sapere intuitivo e la connessione con la tradizione.

Significato iniziatico

In ambito iniziatico, la Papessa è la custode della soglia. Per l’iniziato, essa rappresenta il momento in cui il sapere trasmesso diventa sapere interiore. La carta invita al silenzio, alla meditazione e all’osservazione. Non è ancora il momento dell’azione, ma quello dell’interiorizzazione. Nell’Ars Regia, essa è spesso associata al Mercurio filosofico allo stato latente: il principio attivo è lì, ma non si manifesta finché non è stato contemplato e compreso. La Papessa è l’inizio della conoscenza vera, quella che si apre solo quando si è pronti a riceverla.

Scheda Tecnica: 2 – La Sacerdotessa (RWS)

1. Descrizione

La Sacerdotessa è seduta tra due colonne: la nera con la lettera B (Boaz) e la bianca con la lettera J (Jachin). Queste rappresentano la dualità ma, soprattutto, la sacralità della scena: Boaz e Jachin erano, infatti, i due pilastri del Tempio di Salomone. Questa simbologia viene adottata anche da altre correnti esoteriche come rappresentazione del Tempio, archetipo del luogo sacro. La papessa, inoltre, indossa una corona lunare a tre facce, simbolo del potere sul piano spirituale e femminile: la luna nelle sue tre fasi. Poggiato sulle gambe tiene un rotolo con la parola “tora” che, oltre al richiamo del libro sacro ebraico (la Torah) può essere anagrammato anche come “rota“, ossia “ruota”: esperimento simile a ciò che accade nella lama X (La Ruota della Fortuna). Il suo trono è posto davanti a un velo decorato con melograni e palme, simboli di fertilità e conoscenza nascosta. A aumentarne l’aura di sacralità vi è la croce bianca posta sul petto: simbolo di massima elevazione spirituale possibile nell’incarnazione della materia

2. Archetipi

La Sacerdotessa incarna l’archetipo della madre, il femminino sacro, la vestale (la “vergine sacerdotessa”), la custode del sacro e dei misteri. Rappresenta l’intuizione, la conoscenza esoterica, il mistero e la spiritualità interiore. È l’immagine della donna iniziatrice: colei che protegge e rivela il sapere sacro a chi è pronto.

3. Simbologia

Colonne B e J: dualità, polarità maschile/femminile, severità/misericordia. Sacrlità del luogo fisico: il tempio
Velo con melograni: fecondità, unione di individui diversi mossi da un solo scopo, misteri nascosti dietro la realtà manifesta.
Rotolo della Torah: conoscenza iniziatica, legge divina.
Luna: intuizione, ciclicità, connessione con il femminile sacro.
Corona con Luna nelle tre fasi: dominio sui mondi spirituale, mentale e materiale nonché sulla femminilità sacra

4. Interpretazione iniziatica

La Sacerdotessa rappresenta la soglia della conoscenza esoterica. È la guida silenziosa che indica all’iniziato che è tempo di rivolgersi all’interiorità e al silenzio per cogliere i segreti della realtà. La sua presenza è il segnale che il sapere va oltre l’apparenza e che unicamente attraverso la preparazione, lo studio e l’impegno può essere rivelato. Un elemento importante della Lama è la rappresentazione e la richiesta di purezza interiore da parte dell’iniziato. La Sacerdotessa non parla, non insegna apertamente: è necessario decifrare i suoi simboli e rispettarne il velo, che è al tempo stesso protezione e promessa.