Con il settimo assioma il Kybalion si chiude con una legge tanto sottile quanto solitamenter fraintesa: il Principio di Genere. Questo non ha nulla a che fare con il genere inteso in senso sessuale o sociale, ma riguarda una dinamica simbolica e creativa che attraversa l’intero universo.
“Il Genere è in tutto. Tutto ha i suoi principi Maschile e Femminile,; il Genere si manifesta su tutti i piani”
È importante sottolineare che il principio ermetico del Genere non ha nulla a che vedere con il sesso biologico o le preferenze sessuali. Non parla di maschio o femmina in senso umano o culturale, ma di due forze archetipiche complementari che operano in ogni cosa e su ogni parte che compone la manifestazione degli elementi: fisico, mentale, spirituale.
Secondo il Kybalion, ogni forma di creazione richiede l’unione di due polarità: una forza attiva, emissiva, penetrante (principio maschile) e una forza ricettiva, generativa, nutritiva (principio femminile). Non si tratta di uomini e donne, ma di modalità universali del manifestarsi della realtà. Questo principio è presente ovunque: in luce e ombra, sole e luna, volontà e immaginazione, azione e contemplazione…
Il genere è dunque un simbolo della dinamica creativa dell’universo, non una descrizione sociale. Ogni individuo contiene entrambi i principi, al di là del sesso di nascita o dell’identità che sente propria.
In una società spesso polarizzata e condizionata da ruoli di genere rigidi, il principio ermetico invita a una visione più ampia, libera e interiore. Nessuna identità sessuale è più “alta” di un’altra. Non si tratta di aderire a un modello maschile o femminile, ma di equilibrare queste due forze.
Il principio maschile è associato, tra le altre cose, all’attività, alla volontà, all’iniziativa e all’azione diretta mentre il principio femminile è associato alla passività, ricettività, alla sensibilità e alla gestazione interiore.
In ogni processo creativo queste due forze collaborano. Solo l’unione di entrambe permette il nascere del nuovo. Escludere una delle due significa, essenzialmente, mutilare la propria energia creativa.
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Sul piano mentale il genere si manifesta nel rapporto tra pensiero cosciente e mente subconscia. Il pensiero volontario (maschile) “semina” idee nella parte inconscia (femminile) che le “genera” e le manifesta nella realtà.
In questo senso il principio del Genere spiega come funziona anche la creazione mentale (v. Principio del Mentalismo).
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Molte tradizioni antiche parlano di figure androgine non per confondere i generi, ma per esprimere l’equilibrio supremo: l’essere che ha unito in sé maschile e femminile diventando completo. Nell’alchimia, ad esempio, l’androginìa viene rappresentata a mezzo del “Rebis”. Questa integrazione è segno di evoluzione.
Il Kybalion non chiede di diventare né più “maschili” né più “femminili” ma di riconoscere il potenziale creativo che nasce solo dall’unione armonica delle due polarità.
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Il Principio del Genere è l’invito a riconoscere che ogni atto creativo, ogni trasformazione autentica, ogni nascita di senso e bellezza avviene quando dentro di noi il maschile e il femminile si incontrano. Nessuno di noi è solo uno dei due. Tutti siamo danza vivente di queste forze (v. Principio di Polarità e Principio del Ritmo) che operano ben al di là del corpo, dell’identità o della storia personale.
Nulla può essere percepito o pensato con un senso di esclusione. L’approccio all’Assoluto è comprensione dell’importante dell’integrazione, armonia, riconciliazione degli opposti.
In questa unione interiore, silenziosa e profonda, si apre lo spazio sacro dove l’universo continua a generarsi.







