Tra i testi più enigmatici e affascinanti della tradizione alchemica spicca il Mutus Liber, letteralmente “libro muto”. Pubblicato per la prima volta nel 1677 a La Rochelle, in Francia, e attribuito ad Altus (pseudonimo dietro cui alcuni hanno intravisto Jacob Saulat de Bergerac), quest’opera è considerata un vero e proprio capolavoro della letteratura ermetica. La sua particolarità sta nel fatto che non contiene lunghe spiegazioni testuali, ma quasi esclusivamente immagini: quindici tavole incise che narrano, in forma silenziosa, le tappe della Grande Opera alchemica.
Il silenzio del Mutus Liber è carico di significato: è un silenzio iniziatico, che invita il lettore a sospendere l’abitudine di “capire con la mente” e a lasciarsi guidare da un livello di conoscenza più intuitivo e contemplativo. L’alchimia, infatti, non è solo una disciplina teorica ma un cammino di trasformazione personale, e questo libro ne è una delle mappe più suggestive.
Le immagini ci introducono a una vera e propria storia, dove il protagonista (l’iniziato) intraprende il suo viaggio di trasformazione in armonia con la natura. La prima tavola mostra la preghiera e l’invocazione divina: l’opera inizia con un atto di apertura al Cielo, riconoscendo che ogni trasformazione autentica avviene con l’aiuto delle forze superiori. Seguono scene di raccolta della rugiada, simbolo di purezza e di forza vitale cosmica, e poi una serie di operazioni di distillazione, coobazione e purificazione.
Il percorso visivo del Mutus Liber ci porta attraverso le tre grandi fasi dell’Opus Magnum:
- la Nigredo, la fase nera della putrefazione, in cui la materia e l’anima si disgregano per poter essere rinnovate;
- la Albedo, la fase bianca, di purificazione e chiarificazione, in cui la coscienza si libera da ciò che è impuro;
- la Rubedo, la fase rossa, in cui l’Opera si compie e la materia viene trasmutata in una nuova forma.
Le tavole rappresentano anche l’incontro e l’unione del Re e della Regina, del Sole e della Luna, dell’elemento maschile e di quello femminile: immagini potenti che ci parlano dell’armonia degli opposti e della loro necessaria fusione per generare una nuova realtà.
L’obiettivo di questi richiami e l’invito al lettore a concentrarsi con grande attenzione al superamento del duale, le “nozze chimiche” e la nascita dell’essere perfetto: il rebis alchemico.
La conclusione è la creazione della pietra filosofale, simbolo dell’unità e della perfezione ritrovata, ma anche della realizzazione interiore dell’adepto.
La bellezza del Mutus Liber sta nel fatto che ogni lettore può interpretare queste immagini secondo la propria sensibilità, la propria esperienza e il proprio momento di vita.
La forza del linguaggio utilizzato, quello simbolico, è quella di ricongiungersi al mondo archetipale per far sì che ognuno possa comprende e sviluppare il messaggio non da un punto di vista intellettuale ma a mezzo delle proprie percezioni, della propria sensibilità, delle proprie esperienza.
È per questo che gli insegnamenti contenuti nelle tavole sono considerati universali: non parlano in un’unica lingua, ma in mille lingue diverse, e a ciascuno sussurrano qualcosa di unico.
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Il Mutus Liber è un testo difficile. La sua complessità non è un ostacolo, ma una sfida: richiede studio, contemplazione, e persinoe la pratica della alchimia operativa, poiché alcune immagini celano riferimenti concreti ai processi di laboratorio.
È un libro che si apre lentamente, rivelando i suoi segreti solo a chi vi si accosta con pazienza e rispetto, proprio come accade in un percorso iniziatico.
A mio modo di vedere il Mutus Liber non è soltanto un antico trattato alchemico, ma una mappa interiore, un invito a guardarsi dentro e a riconoscere le proprie fasi di morte e rinascita, di crisi e guarigione.
È uno specchio silenzioso che ci ricorda che ogni momento di oscurità è il preludio a una nuova luce.
Queste sono mie considerazioni personali e che potrebbero mutare in futuro, maturate attraverso lo studio e di riflessione che abbisogna ancora di tempo, impegno, e dedizione: la strada non è finita e, presumibilmente, non finirà mai.
Ognuno, osservando queste tavole, potrà cogliere un significato diverso e altrettanto valido.
Ed è proprio questo, forse, il segreto del Mutus Liber: essere un’opera viva e che parla sempre a chi è pronto a ascoltarla.









