L’Ordine dei Cavalieri Templari si distingue nella memoria collettiva non soltanto come comunità guerriera e religiosa, ma anche come gruppo dotato di disciplina rigida — non solo sul piano militare e spirituale, ma anche su quello della vita quotidiana: nutrizione, igiene, sobrietà.
Negli ultimi decenni alcuni studi, basati su fonti documentali medievali e su analisi storiche, hanno evidenziato che i Templari adottavano un regime alimentare e comportamentale sorprendentemente moderno, virtuoso e strutturato che, secondo gli autori, potrebbe spiegare la loro relativamente alta longevità rispetto alla media dell’epoca.
Un’alimentazione sobria e quasi “mediterranea”
Stando a una ricerca pubblicata su Digestive and Liver Disease, diretta da Francesco Franceschi (Policlinico Gemelli di Roma) con vari colleghi, la dieta dei Templari risultava ben diversa da quella degli aristocratici medievali: poca carne (in media consumata non più di 2-3 volte a settimana e mai il venerdì), abbondanza di legumi, verdure, pesce quando possibile, frutta fresca e uso frequente dell’olio.
Nei giorni senza carne, il pasto tipico poteva basarsi su cereali, legumi, zuppa o minestra, pane, formaggi, e talvolta latte o uova; il pesce era frequente, specialmente nei giorni di digiuno liturgico o astinenza.
Questa scelta alimentare povera di grassi saturi animali, ricca di fibre, legumi e alimenti vegetali, può essere considerata una forma primitiva, ma efficace, di quella che oggi chiamiamo “dieta mediterranea”.
Secondo gli studiosi, questi alimenti (ricchi di fibre e nutrienyi) favorivano la salute intestinale e generale, contrastavano le malattie dell’apparato digerente e metabolico, e probabilmente contribuivano a una migliore robustezza fisica, anche in epoche di guerra e mobilità costante.
Regole di igiene e comportamento comunitario
Ma non è solo la dieta a rendere speciale lo stile di vita templare: vi era anche una rigorosa disciplina sull’igiene e sulle pratiche laviche. Le fonti riportano che i pastori dell’Ordine imponevano il lavaggio delle mani prima dei pasti, che le mense (refectoria) fossero mantenute pulite, che le tovaglie fossero cambiate regolarmente e che si evitassero pratiche igienicamente rischiose.
In un’epoca in cui la contaminazione e le epidemie erano comuni, queste norme potevano fare una grande differenza per prevenire malattie e infezioni. Ancora oggi sappiamo che una buona igiene delle mani e degli utensili è fondamentale per la salute pubblica; per loro era fonte di disciplina e sopravvivenza.
Inoltre, l’Ordine incoraggiava una alimentazione moderata, restrizioni carnivore e digiuni rituali diffusi: strategie che aiutavano a contenere l’eccesso, prevenire sovrappeso o patologie legate a diete ricche di grassi: problemi comuni nelle classi agiate del Medioevo.
Longevità e salute: un’ipotesi
Secondo la ricerca di Franceschi e colleghi, i risultati non sono da sottovalutare: molti Templari arrestati nel 1300 risultavano avere un’età superiore a 70 anni, assai rara per l’epoca, quando la vita media era spesso tra i 25 e i 40 anni.
Sebbene non si possa attribuire la longevità a un solo fattore, la combinazione di dieta equilibrata, frequente consumo di legumi e pesce, moderata assunzione di carne, igiene rigorosa e sobrietà dello stile di vita sembra avere fornito un notevole vantaggio rispetto alla media contemporanea. Alcuni autori suggeriscono che la flora intestinale benefica derivante da legumi e fibre potesse agire come “probiotico naturale”, migliorando le difese immunitarie e la salute a lungo termine.
Contesto storico: norme monastiche e mediche medievali
Le abitudini alimentari e igieniche dei Templari non nascevano dal caso, ma facevano parte di una regolamentazione comunitaria definita come parte della loro regola di vita. Le fonti ordinarie dell’epoca indicavano un regime alimentare moderato, periodi di digiuno, astinenza dalla carne e importanza della pulizia delle stoviglie e dell’ambiente come strumenti di prevenzione delle malattie.
È ragionevole pensare che l’Ordine, attento ai voti religiosi e all’espansione su territori diversi, abbia fatto propri questi insegnamenti e li abbia codificati come norme interne, adattandoli anche alla vita militare e comunitaria di un gruppo che viaggiava, combatteva, stazionava in climi diversi e manteneva castelli, sedi, ospizi e commende in tutto il Mediterraneo.
il senso della disciplina quotidiana templare
Dalle evidenze storiche e dagli studi moderni emerge che l’Ordine dei Templari aveva adottato una visione della nutrizione e dell’igiene sorprendentemente avanzata per il suo tempo. Dieta temperata, uso frequente di alimenti vegetali e pesce, regole collettive sull’igiene a tavola, sobrietà, astinenze rituali: tutto concorreva a creare un equilibrio che univa spiritualità, corpo e salute.
Non si trattava di un regime austero per espiazione, ma di una consapevolezza: il corpo come tempio, il vitto come nutrimento e disciplina, l’igiene come rispetto per la vita. In un’epoca segnata da guerre, carestie e malattie epidemiche, questa scelta, forse dettata da motivi religiosi e pratici, ha rappresentato un modello di equilibrio ben prima che concetti come “dieta sana” o “regole igieniche moderne” fossero formulati.
Per chi oggi cerca ispirazione nel passato, il dato dei Templari invita a riflettere su come la sobrietà, la qualità dei cibi, il rispetto per il corpo e una disciplina di gruppo possano essere parte di un percorso integrale non soltanto fisico, ma anche spirituale.

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